Se fosse vera la favole avremmo strade eccellenti senza tutte quelle gobbe, crateri, trincee, ospedali ristrutturati e con parcheggi adeguati, una viabilità all’altezza dei tempi e del numero delle auto… invece di tutto questo casino
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Beh, Ivano, adesso però dovrbbero raccontarci tutto, dall’inizio, sceneggiatori ne hanno a bizzeffe, a iosa, hai voglia. Il primo tradimento, cioè com’è che lei se ne accorta, cosa ha fatto, detto, pianto, sputato, picchiato. Adesso che hanno cominciato dovrebbero dirci per filo e per segno com’è andata… e Rudolf Steneir quando l’avrà scoperto e in che modo le avrà giovato, se mai…
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Neanche al Grande Fratello, anche lì due pesi e due misure.
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Poesia quasi ermetica
Ognuno (non generalizziamo, in questo caso proprio io)
sta solo in mezzo al special car show
colpito da uno schizzo di merda
Ed è subito dlera -
caro Ivano, dovevi vederlo, dovevi sentirlo, il dag merder, citare senza grano salis una massima latina, composta di due parole, due! solo due! un soggetto e un genitivo e sbagliarle entrambe. Non ne ha beccata nemmeno uno, neanche per sbaglio, figurati per caso. Ah, come avrei voluto averti lì, vicino, per ridere, per sorridere.
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«Alla fine tutti avremo ridotto gli standard di vita di almeno un 20%… Il ricorso alle carte di credito sarà mitigato, sarà forse un clima più piacevole… la crisi non favorisce le libertà…. Le scelte dei governi di nazionalizzare banche e forse anche certe industrie riducono le libertà. Non saranno tempi belli…” Corriere della Sera 31 marzo 2009
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“E’ un anno pericoloso: siamo passati da una crisi finanziaria a una crisi economica che a sua volta si sta trasformando in crisi occupazionale profonda. Questa poi diventa crisi sociale e umana e può indurre in certi paesi una crisi politica”. Robert Zoellick, presidente della Banca Mondiale al Corriere della Sera, 22 marzo 2009
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In televisione ha una sua logica ma alla radio a chi è venuto in mente di replicarlo così com’era.? Alla radio “my alfa” diventa “mai alfa”. Possibile che nessuno…
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Ci sono momenti in cui la Storia diventa matematica, inesorabile come un’equazione di secondo grado, inarrestabile. La sequenza può variare ma il risultato, manuali di alla mano, è stato sempre una guerra, più o meno lunga, più o meno feroce. E ci sta, chiedo anche perdono, la parafrasi di Cesare Pavese:
“Verrà il nazismo
e avrà gli occhi di chissà chi” -
Per il Premio Reneè Guenon (cfr. Il regno della Quantità e i Segni dei Tempi, Adelphi) propongo quelli di Radio24-Il Sole24ore: come caspita gli sarà venuto in mente di mettere un barrito come gingle, tra un segmento e l’altro, della trasmissione di Giuliano Ferrara: Che , è vero si intitola “Parliamo con l’elefante”, che, è ancora vero, negli spottini che annunciavano il programma
lui esordiva dicendo: “non sono dimagrito, peso sempre 160 chili”. Ma, insomma, qualcosa vorrà pur dire, che segno sarà mai
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Mentre Englaro è stato lì, accanto al letto della figlia, spiando, ogni secondo, se i suoi occhi vedevano qualcosa, cosa avranno fatto gli altri, tutti gli altri attori della vicenda, negli ultimi 15-17 anni? Trattorie romane, perdipiù a sbafo, puttane, coca a gogò, culattoni, bustarelle, corruzioni, concussioni, orrende battute da caserma, volgarità a più non posso, caduta libera altro che Albert Camus. Dolce vita avranno fatto (anche se chiamarla dolce è solo un modo di dire molto lontano dalla verità?). Ci vorrebbe un’inchiesta di Bocca, un film di Fellini, un libro di Gadda, o almeno di Arbasino…
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“C’è del marcio in Danimarca” W.Shakesperare, Amleto.
In Danimarca?!?!





