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1995

 

VENERDI' 15 DICEMBRE, 1995
"Dove va l'umanità? Boh!"
(Mao tse Tung in una intervista a Edgar Snow e messo nei titoli di testa del film Uccellacci e uccellini)

Questa notte ho sognato Tommaso. E' la prima volta da quando é in America. Eravamo a una festa, c'era anche Daniela, bellissima, tutti mangiavano enormi piatti di pastasciutta con sopra un due etti di burro, un pezzo tutto giallo e piegato in due che si scioglieva. Ad un certo punto ho visto l'acqua dell'oceano nell'anticamera della casa, fino i piedi della scala... non mi ricordo altro... come sempre.


SABATO 16 DICEMBRE, 1995
"Dove va l'umanità? Boh!"
(Mao tse Tung in una intervista a Edgar Snow e messo nei titoli di testa del film Uccellacci e uccellini)

Mi é scappato l'occhio sulla gerenza del settimanale che regalano con il quotidiano e ho contato, 1 direttore, 6 caporedattori, 1 caposervizio, 2 vicecaposervizio, 7 redattori. Cioè per ogni graduato c'é lo 0,7 di soldato semplice...


LUNEDI' 18 DICEMBRE, 1995
"Il consumismo ci rende nemici"
(Scritta murale, anonimo, Pavia)

Questa mattina sono andato a cambiare gli occhiali e ho capito perché da due anni non ci vedo bene, né da vicino né da lontano: quel pazzo fanatico di due anni fa mi aveva prescritto mezza diottria di meno nel sinistro e 0,75 nel destro. E oggi mi sono ricordato di colpo della sua teoria sulla curabilità della miopia: "bisogna far lavorare l'occhio, non impigrirlo". Mi aveva anche dato un manuale ciclostilato con le testimonianze dei guariti. In fondo c'era un coupon per iscriversi ad un corso di visione. Pazzesco, e a me bruciano gli occhi da due anni, in auto di notte non ci vedo una mazza, e sono sempre nervoso come un trimpillo. Da tutto ciò traggo due cose: un insegnamento per me: mi devo ribellare prima, appena capisco che uno é fanatico; e una metafora per l'Italia: oggi come oggi, nemmeno l'oculista, cioè uno che lo dovrebbe fare per definizione, ti mette in condizione di vederci chiaro.


MARTEDI' 19 DICEMBRE, 1995
"Non leggo molta prosa, racconti o altri generi di fiction"
(Seamus Hesney, Nobel 1995)

Ci sarebbe la storia di Teocoli e Mandi Mandi che litigano con la Gialappa's perché sarebbero poco democratici. Gene Gnocchi, che li conosce, li definisce dei piccoli marescialli, dei Priebke e aggiunge "lì, hanno creato un clima da lager". O-la-madonna, tutto questo casino per una trasmissione ironica (figuriamoci se fosse stata seria) sul calcio. Mah, chi lo sa se é vero. Comunque quelli di sinistra sono i soliti, in nome della democrazia comandano loro perché é meglio. Quello che non riesco a immaginarmi, però, sono le riunioni, loro che arrivano, fanno finta di discutere e poi decidono tutto, e tu, mandi-mandi, stai zitto e bono. Mah, meno male che Tommaso ha scritto, così ho letto qualcosa di bello. La fotografia con la cinesina, didascalia compresa, mi ha fatto morire dal ridere e ogni tanto la guardo.


MERCOLEDI' 20 DICEMBRE, 1995
"L'idea, sia del fax, che della posta elettronica ha più di cento anni, ed é di Jules Verne."
(Nicholas Negroponte, Essere digitali, Sperling e Kupfer)

220; 53,2; 143; 133; 132; 77,2; 3,30; 19,50. Messi così in fila sembrano solo numeri e anche abbastanza privi di senso. E invece se ci metto vicino dei nomi, colesterolo, Hdl, apoliproteine, watt il significato arriva subito, e come. Come da bambino quando giocavo a poker con i numeri delle targhe e mi piaceva vincere, contro chi poi, nessuno lo sapeva, nemmeno io. Beh sì, non saprei dire bene perché ma nei numeri può esserci anche la felicità o qualcosa di simile. Ho sentito Tommaso al telefono, ha giocato altre due partite, ha segnato e ha anche recuperato dei palloni. 5, 2, 2, sono i numeri di questa notizia felice.


GIOVEDI' 21 DICEMBRE, 1995
Faye Dunawaye: "A quello che mi hai raccontato io ci credo"
Robert Redford: "Non é possibile, stento a crederci io"

(Da: "I tre giorni del condor")

Oggi é un giorno tremendo, Lorenzo con la varicella, Pietro dopo la bronchite ne ha inventata un'altra, dalle sei alle nove piange, una sirena inconsolabile, Daniela dice che é un'allergia, io non lo so, forse é la pancia. Fatto sta che, tra una balla e l'altra, sono venti giorni che non dormiamo, più di due ore di seguito. Daniela dice che vuole tornare a lavorare e la capisco. Ieri mi é venuta anche l'influenza, con la febbre e tutto, piccoli deliri compresi, ossa rotte, mal di testa e non muovo più la spalla sinistra. E speriamo che non sia varicella, dato che non l'ho fatta da piccolo. Per me, questo, é il momento più difficile dall'alluvione dell'inverno '51-52, quando vivevo vicino al Po, e al telegiornale della sera vedo Berlusconi che dichiara qualcosa, che non sento bene perché Pietro vuole toccare il telecomando. Sento però che ha il raffreddore, e non é la prima volta, anche dieci giorni fa l'aveva. E mi chiedo: ma chi lo obbliga, a uno come lui: ricco, narciso, salutista, sempre a dieta, a non mollare mai, chi lo costringe a girare per Roma da due anni a vuoto, a continuare questo, che più che un a scelta politica sembra un mortal combact , cioè se si ferma é perduto? Mah, comunque, Buon Natale.

 


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